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Nube tossica a San Giuliano in caso di incendio nel Tunnel di Base

Per sottostare alla prescrizione
Il progetto definitivo dovrà essere corredato da una valutazione modellistica relativa alla fase di esercizio, nella quale si descrivano le possibili aree di ricaduta interessate dalla fuoriuscita di fumi generati in occasione di un evento incidentale all'interno del tunnel, soprattutto nel caso di emissioni a ridosso delle aree abitate.
è stato redatto il documento PD2_C3C_0120_01-01-06_10-01 Incidente rilevante_A_F.pdf che avrebbe dovuto valutare gli effetti sulla salute in caso di grave incendio in galleria. In realtà, vengono presi in esame unicamente gli abitati di Susa (centro), Urbiano e Gravere, tralasciando gli impatti sulla popolazione di San Giuliano che dista poche decine di metri dall'imbocco del tunnel di base.

Le concentrazioni di CO sono ampiamente al di sotto del valore scelti come riferimento e stabiliti sulla base dei livelli suggeriti dall ' Organizzazione Mondiale della Sanità. I valori raccomandati dall'OMS variano tra 100, 60, 30 e 10 mg/m3 a seconda dell'intervallo temporale di media scelto (15, 30 minuti, l e 8 ore rispettivamente), mentre i valori massimi modellati su intervalli temporali identici o più brevi sono sempre molto più contenuti, mostrando un picco di poco oltre gli 8 mg/m3 per le medie su 10 minuti e di poco sotto gli 8 mg/m3 per le medie su 30 minuti. Il pennacchio al suolo raggiunge l'abitato di Susa, determinando però valori di concentrazione al suolo sotto i 50 μg/m3, di circa tre ordini di grandezza inferiori alle raccomandazioni dell 'OMS.
Le concentrazioni di NOx medie su 10 minuti superano di poco, solo in una zona molto limitata in prossimità dell’ emissione il valore di riferimento di 1000 μg/m3 utilizzato per definire valori significativamente elevati, con massimi assoluti di poco oltre a 1100 μg/m3
  • I valori massimi a Susa sono al di sotto di 60 μg/m3
  • A Gravere in posizione più remota al disotto di 15 μg/m3
  • A Urbiano, localizzata in prossimità dell'emissione, le concentrazioni si avvicinano, pur rimanendone al di sotto, al valore di riferimento di l 000 μg/m3 per circa 40 minuti.
Le emissioni di particolato determinano concentrazioni al suolo medie su 10 minuti con valori massimi assoluti di poco inferiori a 12000 μg/m3 che si generano in prossimità dell’emissione, con decadimenti di ben oltre un ordine di grandezza a 1-2 km dalla sorgente. Le concentrazioni medie giornaliere dovute a tutto l'evento determinano un superamento del limite di legge solo in un'area intorno all'imbocco del tunnel fino ad una distanza di circa 300-400m da quest'ultimo, rimanendo comunque lontani dall'abitato di Susa ed interessando solo parzialmente la zona di Urbiano.

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Cosa dice il progetto relativamente agli impatti sulla salute

Un brevissimo riepilogo da scaricare, stampare e appendere in tutti gli uffici per fare capire cosa succederà alle popolazioni coinvolte da questo proegetto.
La fonte da cui ho estratto i dati è il Quadro di riferimento Ambientale tomo 2 di 3 - pagine 268-269

Scarica il riepilogo in formato PDF

Scarica l'estratto della valutazione di impatto ambientale (4 pagine)

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Cartina inquinamento previsto da LTF

In questa immagine ho effettuato la sovrapposizione della cartina dell'inquinamento da NOx previsto da LTF con la cartina della zona est di SUSA. Ricordate che quello che vedete è l'inquinamento "aggiuntivo", che non considera il fatto che in quella stessa zona, per via dell'imbocco del tunnel autostradale, l'inquinamento da NOx è presumibilmente già molto alto.

Fonte: Carta delle ricadute al suolo dei principali inquinanti atmosferici 1


Per una migliore leggibilità dell'immagine, ho eliminato dalla cartina la prima colorazione azzurra (da 1 a 5 μg/m3) perchè questo inquinamento è previsto per l'intero fondo valle.

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Salute Pubblica e TAV

Problematiche legate agli aspetti sanitari e possibili pesanti ricadute sulla salute pubblica
Di seguito il documento Salute Pubblica e TAV firmato da più di 300 tra medici e paramedici.

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Ricettori di rumore

Fonte: Progetto preliminare di mitigazioni acustiche - Relazione tecnica

2.1.3 D.M. 29/11/2000

Il D.M. 29/11/2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 06/12/2000 n° 285, ha per oggetto i criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore.
Uno dei compiti principali delle società e dei gestori è l’indicazione di eventuali altri infrastrutture di trasporto che concorrano al superamento dei limiti di immissione. Tali superamenti andranno poi gestiti seguendo una precisa gerarchia d’intervento a partire dalla sorgente rumorosa, per arrivare poi al ricettore, passando lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore.

Ricettore: qualsiasi edificio adibito ad ambiente abitativo comprese le relative aree esterne di pertinenza, o ad attività lavorativa o ricreativa, aree naturalistiche vincolate, parchi pubblici, ecc.

Fonte dell'immagine: Allegato al SIA - Riferimenti cartografici parte III

Guarda l'elenco dei ricettori di San Giuliano pubblicati sul progetto.

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Amianto

Fonte: Quadro di riferimento ambientale - Tomo 2 di 3


4.11.1.3 Amianto
Per l’eventuale dispersione di fibre di asbesto in aria ambiente non esistono ipotesi numeriche cui fare preciso riferimento.
Va comunque sottolineata la presenza di rocce potenzialmente contaminate da presenza naturale di vene asbestiformi (ofioliti, pietre verdi e serpentiniti) che possono determinare durante le fasi di scavo e movimentazione di materiale di risulta una contaminazione ambientale in aria e su superfici di entità non trascurabile.
I sistemi di presidio previsti nel progetto di realizzazione degli scavi determinano una rilevante mitigazione del rischio sia in fase di generazione dell’inquinante in questione, sia in fase di propagazione dello stesso.
Il rischio da esposizione della popolazione generale non può essere del tutto scongiurato dal mantenimento di livelli di contaminazione al di sotto di quanto previsto dalle norme quale criterio di restituibilità delle strutture boinificate fissato in 2 ff/cc misurate in Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) o di 20 ff/cc misurate in Microscopia Ottica a Contrasto di fase (MOCF) (DM 6/9/94).
Tale livello infatti non è risultato cautelativo per gli effetti neoplastici a carico della pleura nelle popolazioni professionalmente esposte, a riprova di quanto appena affermato basti ricordare che il legislatore ha dovuto “bandire” l’asbesto da qualsiasi forma di estrazione, commercializzazione ed utilizzazione di questo materiale (Legge 257 del 1992).
Dall’esame delle cause di mortalità per neoplasie maligne a carico della pleura si evince che in 5 Comuni dei 24 qui considerati si sono già potuti osservare alcuni casi di “mesotelioma pleurico” (in 4 casi solo negli uomini: Bussoleno, Caprie, Condove, Sant’Antonino di Susa; mentre in un solo caso nella popolazione femminile: San Giorio di Susa).
I casi sopra menzionati e verificabili nelle allegate tabelle di mortatilità per comune sono tuttavia tutt’altro che direttamente riconducibili a cause di esposizione ambientale certa, in quanto la prevalente occorrenza nel sesso maschile e la contestuale presenza di realtà industriali a “possibile” presenza di materiali contenenti amianto nel ciclo tecnologico produttivo, porterebbe anche a non escludere la natura professionale della patologia in questione.
L’esigua consistenza della popolazione considerata nei Comuni interessati, porta ad esaltare ancor di più qualsiasi variazione, ma soprattutto quelle in aumento, delle patologie rare quali il mesotelioma da ricondurre alla presenza di materiali contaminati da amianto e relative dispersioni accidentali in aria ambiente.

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Particolato (PM10)


4.11.1.2 Particolato (PM10)
Numerosi studi epidemiologici hanno indicato associazioni tra concentrazioni di PM ed effetti negativi sulla salute umana anche a bassi valori di esposizione comunemente riscontrati nelle città dei diversi Paesi. La WHO, nella revisione delle Air Quality Guidelines del 2000 ed in quella successiva del 2005, non ha ritenuto possibile proporre un valore limite di soglia per il PM a causa della presenza di effetti dannosi già a partire da livelli molto bassi (10 μg/m3) di PM10.
Tuttavia, in considerazione delle uniche serie temporali di PM10 e di PM2,5 rilevate tra dicembre 2009 e gennaio 2010 in prossimità della stazione di Susa (n 01), si può certamente affermare che il superamento dei livelli proposti a livello normativo (50 μg/m3 per il PM10 e di 25 μg/m3 per il PM2,5) è risultato dell’ordine del 10% per il PM10 e dell’ordine del 30% per il PM2,5.
Dall’esame della “modellizzazione” dei dati di concentrazione in fase di cantiere si evince inoltre un incremento, in termini di curve di massima iso-concentrazione, pari a 10 μg/m3 per il PM2,5 e pari a 20 μg/m3 di PM10. Tali incrementi giustificano ipotesi di impatto sulla salute pubblica di significativa rilevanza soprattutto per le fasce di popolazione ipersuscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie che indicano incrementi patologici dell’ordine del 10% rispetto ad incrementi della concentrazione di quanto qui ipotizzato.

Guarda la cartina dell'inquinamento da Particolato su San Giuliano

NOTA BENE
Ricordo che tutto il progetto considera il cantiere "temporaneo", della durata di pochi anni. Se il cantiere dovesse perdurare per più anni, allora tutti i calcoli delle ricadute dell'inquinamento sulla popolazione dovranno essere rivisti in modo significativo e peggiorativo.

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PM10

Andamento previsto di produzione di PM10 durante le lavorazioni di cantiere.

Fonte: Quadro di riferimento ambientale - Tomo 2 di 3
Il valore limite di 50 mg/m3 è superato in corrispondenza dei cantieri di Area industriale di Prato Giò, Imbocco est del tunnel di base e Carriere du Paradis


Fonte: Carta delle ricadute al suolo dei principali inquinanti atmosferici 3


Nel centro di Susa, il limite di 50 microgrammi al metro cubo nel 2008 è stato superato ben 37 volte anche se non c'è l'autostrada e la galleria Mompantero che coinvoglia almeno metà dei gas di scarico di tutta la galleria sull'abitato di San Giuliano.

Tenetevi aggiornati e leggete l'andamento dell'inquinamento direttamente dalla centralina di Susa, piazza della repubblica a questo indirizzo: http://www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati_prov.shtml?index=1&cip=001&comune=001270&tipo=SP&parametro=POL_PM10&dd=19&mm=11&yyyy=2010

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Ossidi Nitrosi

Fonte: Quadro di riferimento ambientale - Tomo 2 di 3

4.11.1.1 Ossidi Nitrosi

I dati attualmente esistenti indicano che gli NOx non causano effetti sulla salute alle comuni concentrazioni riscontrate in ambiente generale. Si tratta di concentrazioni medie intorno ai 70 μg/m3 con escursioni massime che giungono ai 370 μg/m3. Dal confronto con le stime effettuate per la fase di cantiere si evidenzia un incremento delle concentrazioni medie intorno ai 90 μg/m3 con escursioni massime dell’ordine di 500 μg/m3.
In tali condizioni ci si può attendere un incremento delle affezioni respiratorie nell’intorno del 10-15% da riferire soprattutto alle popolazioni particolarmente suscettibili quali bambini ed anziani anche già affetti da patologie respiratorie di tipo cronico (asma, allergie, Broncopneumopatie Croniche Ostruttive - BPCO ecc.)
In considerazione dei livelli medi di NOx attualmente rilevati e disponibili, va rimarcata la scarsa significatività in termini stagionali e temporali a vantaggio di una maggior tutela in quanto trattasi di misure effettuate nel periodo della stagione “fredda” e cioè in presenza di sorgenti attribuibili alle normali fionti di combustione da impianti di riscaldamento.

Ricordo che la popolazione di San Giuliano sarà tra le più colpite della valle.

Guarda la cartina dell'inquinamento da Ossidi Nitrosi su San Giluiano

NOTA BENE
Ricordo che tutto il progetto considera il cantiere "temporaneo", della durata di pochi anni. Se il cantiere dovesse perdurare per più anni, allora tutti i calcoli delle ricadute dell'inquinamento sulla popolazione dovranno essere rivisti in modo significativo e peggiorativo.

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NOx da cantiere

In questa mappa di LTF, viene mostrata la previsione di inquinamento aggiuntivo che dovrebbe subire l'abitato di San Giuliano.
A questi valori, già molto preoccupanti, occorre aggiungere l'inquinamento da NOx causato dalla presenza dell'autostrada e dell'inbocco della galleria Mompantero che coinvoglia in un'unico punto gli ossidi di azoto prodotti dalle autovetture lungo la galleria.

Fonte: Quadro di riferimento ambientale - Tomo 2 di 3
Gli ossidi di azoto, emessi da sorgenti mobili e fisse nelle aree di cantiere, costituiscono un inquinante critico. In termini di concentrazione media annuale, le mappe di ricaduta non indicano impatti elevati. Fa eccezione il cantiere in corrispondenza dell’imbocco est del tunnel di base, in cui si registra il superamento del valore limite annuale degli ossidi di azoto per la protezione degli ecosistemi, in una zona circoscritta attorno al perimetro del cantiere (si veda figura 40), allungata verso est per un paio di km circa. È previsto un punto di monitoraggio in prossimità di tale area in modo da verificare, durante la costruzione dell`opera, la reale concentrazione di ossidi di azoto nella zona per poter intervenire in modo adeguato nel caso si verificassero superamenti dei limiti.
...
Anche per il biossido di azoto il valore limite annuale di 40 mg/m3 viene superato in corrispondenza dell’imbocco est del tunnel di base, in una zona che comprende il cantiere stesso e ha dimensioni di circa 1 km2


Fonte: Carta delle ricadute al suolo dei principali inquinanti atmosferici 1

da wikipedia:
Gli ossidi di azoto sono considerati sostanze inquinanti dell'atmosfera e si ritiene che aggravino le condizioni dei malati di asma. Alcuni di essi in presenza di radiazione solare possono reagire con l'ossigeno formando ozono e altri composti del cosiddetto smog fotochimico se in presenza anche di idrocarburi incombusti (HC). Il triossido ed il pentossido di diazoto sono solubili in acqua e con l'umidità atmosferica possono formare acido nitroso e acido nitrico, entrambi presenti nelle cosiddette "piogge acide".


Sommando il valore medio di NOx del centro di Susa che è di circa 10 µg/m3 all'anno (unico dato rilevato dall'ARPA) a quello da cantiere si può affermare che le aree inquinate oltre i limiti di legge siano quelle blu, rosse e gialle.

In pratica, tutto l'abitato di San Giuliano.

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Incidenza dei cantieri a San Giuliano

Questa rappresentazione mostra l'impatto del cantiere del Tunnel di Base e della Stazione Internazionale sull'abitato di San Giuliano.

Fonte: Carta degl'impatti del progetto preliminare -fasi di esercizio e costruzione
Come potrete constatare l'impatto risulta DEVASTANTE.
Le componenti Negative (inquinamento dell'aria, rumore, vibrazioni, salute pubblica, paesaggio, ecc) sono talmente alte da far pensare che sia impossibile vivere a San Giuliano durante il periodo di cantiere.

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Campi Elettromagnetici

Fonte: Quadro di riferimento ambientale - Tomo 2 di 3

4.11.1.5 Campi Elettro Magnetici (CEM)
La creazione di “cavidotti” interrati necessari alla realizzazione dell’opera viene ampiamente trattata nel Quadro progettuale.
Dalle simulazioni effettuate in merito all’estensione delle zone più intense del campo magnetico prodotto da questi conduttori e agli effetti delle opere di mitigazione (profondità del piano di posa dei cavi ed eventuali schermature) risulta opportuno attenersi a quanto previsto negli scenari “B” e “C” presentati nello stesso quadro progettuale, laddove siano presenti recettori sensibili quali luoghi di permanenza della popolazione per periodi superiori alle 4 ore giornaliere così come previsto dalla normativa vigente.

Ricordo che il cavidotto passerà per San Giuliano, più o meno all'altezza dell'uscita dell'autostrada attuale.